Ogni 25 marzo, la Grecia si anima di un fervore particolare. Le strade si vestono di blu e bianco, le bandiere sventolano dai balconi e un senso di orgoglio collettivo pervade l’aria.
Il 25 marzo in Grecia è una data doppiamente sacra. Si celebra, da un lato, l’inizio della guerra d’indipendenza greca del 1821 e, dall’altro, l’Annunciazione, un’importante festività religiosa ortodossa.
Dal 1453 al 1821, la Grecia era sotto il dominio ottomano. Nonostante quasi 400 anni di occupazione, l’identità greca è rimasta forte, in gran parte grazie alla forte influenza della potente Chiesa ortodossa greca. I greci, allora cittadini dell’Impero ottomano, non avevano alcun potere politico indipendente. Nel corso dei secoli, sono state tentate numerose rivolte contro questo dominio, ma invano.
L’insurrezione iniziò il 25 marzo 1821. All’insegna del motto «Libertà o morte», i combattenti per la libertà greca (i klephtes-κλέφτες) combatterono ferocemente e la guerra d’indipendenza greca (o Rivoluzione greca) durò fino al 1829.
Nel corso di trattati e accordi diplomatici, e attraverso le due guerre mondiali, i territori della Grecia continentale e delle sue isole furono recuperati uno ad uno, fino a quando la Grecia tornò ad essere un’entità completa.
L’ultima regione conquistata furono le isole del Dodecaneso, dopo la seconda guerra mondiale. La Grecia, così come la conosciamo oggi, esiste quindi dal 1947.
Il 25 marzo è il giorno dell’«Annunciazione». È il momento in cui l’arcangelo Gabriele annuncia a Maria che darà alla luce il Figlio di Dio. Poiché la nascita di Gesù è stata fissata al 25 dicembre, il suo concepimento è stato naturalmente fissato 9 mesi prima, il 25 marzo.
Per questi due motivi, il 25 marzo è un giorno festivo in Grecia.
Per i patrioti, Atene ospita un’immensa parata. Militari, dignitari, sfilate in costumi tradizionali, uniformi militari e spettatori partecipano all’euforia generale. Sfilate militari vengono organizzate anche un po’ ovunque in Grecia.
Nelle famiglie ci si ritrova attorno al piatto tradizionale: il Bakaliaros (il merluzzo). Il 25 marzo cade sempre durante il periodo della Grande Quaresima, quando i fedeli digiunano per circa 40 giorni. Niente carne, niente pesce, niente latticini e a volte nemmeno olio d’oliva! La Chiesa ha fatto due eccezioni: una il 25 marzo e l’altra la Domenica delle Palme, quando si può consumare solo pesce.
