La gioia di vivere nella presenza di Dio

Come afferma il Santo Padre Leone XIV:« Fra Lorenzo ci insegna la gioia di vivere nella presenza di Dio ».

Nicolas Hermann nacque nel 1614 in Lorena, in una famiglia profondamente cristiana. Seguendo le orme dello zio Nicola, all’età di 26 anni entrò nel convento carmelitano di Parigi come fratello laico. Ricevette il nome di Fra Lorenzo della Resurrezione. La sua vita lì fu segnata dalla preghiera e dal lavoro manuale. Fu cuoco per 15 anni e, in seguito, calzolaio del convento.

Il suo nome racchiude tutta la sua missione. Tutta la sua vita irradia la presenza di Cristo Risorto. Trovò la perla nascosta della presenza di Dio nel suo cuore. Come egli stesso afferma :

« Quanto saremmo felici se potessimo trovare il tesoro di cui parla il Vangelo! Tutto il resto sembrerebbe insignificante. Poiché è infinito, più lo si cerca, più ricchezze si trovano”. Impegniamoci costantemente a cercarLo, non arrendiamoci finché non Lo avremo trovato… Che cosa potrei mai temere quando sono con Dio? » (Lettera 5).

Questa presenza, sperimentata nella vita quotidiana, appagava ogni suo desiderio, irradiando una fiamma che lo consumava così intensamente da indurlo a esprimere la sua esperienza in questo modo :

« La presenza di Dio è, a mio parere, ciò di cui consiste tutta la vita spirituale, e mi sembra che, praticandola correttamente, si diventi spirituali in breve tempo… Non c’è via più dolce o più piacevole al mondo della continua conversazione con Dio; solo chi la pratica e la assapora può comprenderla » (Lettera 3).

« La pratica più santa, più comune e più necessaria nella vita spirituale è la presenza di Dio: consiste nel godere e nell’abituarsi alla Sua divina compagnia, nel parlare umilmente e nel conversare con Lui con amore in ogni momento, in ogni istante, senza regole né limiti, specialmente nei momenti di tentazione, dolore, aridità spirituale, apatia e persino infedeltà e peccato »(Massime Spirituali 6).

« Ho Dio », afferma, « con la stessa tranquillità nel trambusto della mia cucina, dove a volte diverse persone mi chiedono cose diverse contemporaneamente, come se fossi inginocchiato davanti al Santissimo Sacramento » (Quarta Conversazione, 25 novembre 1667, trascritta dall’abate Joseph de Beaufort).

« Dobbiamo fare dei nostri cuori un tempio spirituale per Dio, dove Lo adoriamo incessantemente. Dobbiamo vigilare su noi stessi senza sosta per non fare, dire o pensare nulla che possa dispiacerGli » (Lettera 15).

Il Padre cerca veramente uno di questi adoratori :

« Il mio modo più abituale è quella semplice attenzione e quello sguardo amorevole e generale verso Dio… Quanto alle mie ore di preghiera, non sono altro che la continuazione di quella stessa pratica. A volte, in esse, mi considero come una pietra davanti a uno scultore che vuole farne una statua; Presentandomi così davanti a Dio, Lo prego di plasmare la Sua immagine perfetta nella mia anima e di rendermi interamente simile a Lui » (Lettera 2).

All’inizio del 1691, Fra Lorenzo si ammalò. Con il peggiorare delle sue condizioni, ricevette il sacramento degli infermi. Quando un religioso gli chiese cosa stesse facendo e cosa occupasse la sua mente, rispose: « Sto facendo ciò che farò per tutta l’eternità: benedico Dio, lo lodo, Lo adoro e Lo amo con tutto il mio cuore; questo è il nostro unico compito, fratelli miei, adorare Dio e amarlo, senza preoccuparci di nient’altro » (Elogio 59). Poi, con la pace e la tranquillità di chi dorme, Fratel Lorenzo morì il 12 febbraio 1691, all’età di 77 anni.

Grazie, Fra Lorenzo, per averci aiutato, in modo così semplice, a placare la nostra sete di una vita autentica con il Signore.
Vogliamo pregare con te:

« Mio Dio, poiché tu sei con me e, per tuo comando,
devo dedicare il mio spirito a queste cose esteriori,
ti prego di concedermi la grazia di rimanere con te e di farti compagnia;
ma perché ciò sia ancora meglio, mio Signore, opera con me,
accetta le mie opere e possiedi tutti i miei affetti.»
(Elogio 30).