Algeria, un popolo che ama Dio.

Desideriamo esprimervi la nostra vicinanza al popolo algerino, poiché l’8 maggio ricorre la commemorazione liturgica dei 19 martiri d’Algeria. Tra i 19 martiri figurano i sette monaci dell’Abbazia dell’Atlante a Thibirine. I 19 martiri sono stati beatificati a Orano l’8 dicembre 2018.

La presenza contemplativa in Algeria ebbe inizio con la fondazione del monastero trappista di Notre-Dame de Staouëli nel 1834, che fu chiuso dai monaci nel 1904 per evitare l’espropriazione forzata in base alle leggi anticlericali francesi. Le Carmelitane Scalze fondarono un monastero nel 1872, che fu chiuso nel 1911 a causa della legge Combes. Nel 1930 fu fondato un monastero di Clarisse, ma nel 1995 le suore furono costrette a lasciare il Paese a causa dell’estrema violenza della guerra civile. I trappisti si ristabilirono nel monastero di Ben Chicao (1934–1937), una sede temporanea prima di trasferirsi, nel 1938, a Thibirine, l’Abbazia di Nostra Signora dell’Atlante. Vi rimasero fino al 1996, anno dei tragici eventi che costarono la vita a sette dei loro monaci.

Durante il suo ultimo viaggio apostolico, il nostro Santo Padre Leone XIV ha visitato quattro paesi africani, tra cui l’Algeria. In occasione della sua visita al monumento ai martiri, ha affermato: “Nel cuore algerino l’amicizia, la fiducia, la solidarietà non sono semplicemente parole, ma valori che contano e danno calore e solidità al vivere insieme”. (1)

“Un popolo che ama Dio possiede la ricchezza più vera, e il popolo algerino custodisce questa gemma nel suo tesoro. Il nostro mondo ha bisogno di credenti così, di uomini e donne di fede, assetati di giustizia e di unità. Per questo, di fronte a una umanità desiderosa di fratellanza e di riconciliazione, è un grande dono e un impegno benedetto il nostro dichiararci con forza ed essere sempre, insieme, fratelli tra noi e figli di Dio!” (2)

Sempre l’8 maggio, nell’anno 2025, fu eletto papa Leone XIV. Le sue parole, «una pace disarmata e disarmante», hanno toccato profondamente ciascuno di noi fin dall’inizio del suo pontificato. Queste parole toccano il cuore della spiritualità di Christian de Chergé, monaco dell’Abbazia dell’Atlante: “ho il diritto di chiedere: disarmalo, se non comincio prima a chiedere: disarma me e disarmaci in comunità? È la mia preghiera quotidiana, ve la confido semplicemente». (3)

Il messaggio dei martiri d’Algeria risuona oggi in noi attraverso le parole di Leone XIV: « Il futuro appartiene agli uomini e alle donne di pace. Alla fine la giustizia trionferà sempre sull’ingiustizia, così come la violenza, al di là di ogni apparenza, non avrà mai l’ultima parola » (4). Agli uomini e alle donne che hanno il coraggio di pregare: Signore, disarmalo, disarmami, disarmaci. Amen !

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(1) Visita al monumento dei Martiri Maqam Echahid – Saluto del Santo Padre al popolo Algerino, 13 aprile 2026.
(2) Idem.
(3) Christian de Chergé – Meditazzione della Quaresima, 8 marzo 1996.
(4) Visita al monumento dei Martiri Maqam Echahid – Saluto del Santo Padre al popolo Algerino, 13 aprile 2026.

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