Carmelo di Aleppo. 22 aprile
“La morte è stata inghiottita nella vittoria”
Cristo è risorto! È davvero tornato in vita!
المسيح قام! حقّاً قام!
Come, in verità, meditare il mistero della Risurrezione, dove tutto è avvenuto nel più grande segreto, dopo tre giorni drammatici che hanno scosso apostoli e discepoli? L’evento più incredibile della sconfitta della morte avviene in un inconcepibile incognito per il ragionamento umano. “Dio fa scomparire per sempre la morte” (cfr Is 25,8) e nulla sembra essere cambiato nel corso dell’universo.
Il filosofo Fabrice Hadjadj, con la consueta schiettezza, ha detto in un convegno: «Bisogna ammettere che Gesù risorto è del tutto deludente… Se avessi inventato la storia della Salvezza, l’avrei fatto in modo ben diverso… (…) – [Se consideriamo] – la gloria di Cristo, dopo che è risorto dal sepolcro, francamente si ha l’impressione che la messa in scena abbia subito grossi tagli al budget e che si sia dovuto abbandonare a tutta la grandezza e la magia degli effetti speciali… ”1.
Infatti, per consolare sua Madre, per ridare speranza e gioia a tutti gli apostoli spaventati e sull’orlo della disperazione, Gesù non impiega i mezzi grandiosi che ci saremmo potuti aspettare dopo lo scandalo della Croce. Al contrario, per confermare il più grande evento della nostra fede, Dio usa il silenzio, la notte, la solitudine. Il male fa rumore, ma non il Bene, non l’Amore divino che non si impone mai ma si offre umilmente alla libertà della coscienza di ogni essere umano.
Il Bene non cerca di abbagliare. Comprende tutto, ma trasforma tutto dall’interno. È il mistero del silenzio della notte di Betlemme o quello del Calvario o infine quello della Resurrezione. L’Amore, che è il Bene assoluto, è impotente, senza voce, fragile e indifeso. Sta alla porta del nostro cuore e bussa, aspettando che gli venga aperta (cfr Ap 3,20).
Il male agisce dall’esterno e distrugge, con molto effetto teatrale e orrore. Ne abbiamo un esempio nelle tentazioni di Gesù nel deserto. Satana ci offre una messa in scena davvero grandiosa con la quale crede di raggiungere i suoi fini: distogliere il Figlio di Dio dalla sua fiducia infinita e incondizionata nel Padre, dal suo amore inesauribile per lui e per tutti gli uomini che è venuto a salvare.
Per tornare alla notte della Resurrezione, la Sequenza della Messa della Risurrezione, in rito latino, situa bene questo mistero 2. Lo «strano e prodigioso duello» tra morte e vita, tra Luce e tenebre si svolge nella più grande segretezza. Nessuno vi assiste direttamente. Ed è proprio nel cuore della sua morte che «regna il Maestro della vita». Non regna “vivo”, ma mentre è ancora tra gli artigli della morte.
Come tradurre, allora, in parole umane questo mistero ineffabile della vittoria definitiva della Vita sulla morte, dell’Amore sull’odio? Gli Evangelisti e gli Apostoli dopo di loro scelsero la via della massima discrezione. Niente di straordinario nelle loro storie. Niente che possa attirare gli amanti del sensazionalismo. Non è questa la prova più grande dell’autenticità della loro testimonianza? Nessuno fu testimone oculare del momento della Risurrezione. Le guardie dormivano e i discepoli di Gesù erano scomparsi. No, il clamoroso non era per tradursi nella Risurrezione. Soprattutto, Dio ha voluto toccare gli uomini nel profondo del loro cuore. Perciò non scelse mezzi straordinari, e i discepoli camminarono su questa stessa strada. Si accontentano di incoraggiare la fede, di ravvivare la speranza di tutti coloro che, come i discepoli di Emmaus, erano stati profondamente addolorati e scossi dalla morte di Gesù. Anche la testimonianza delle donne non riuscì a convincerli.
E per noi, oggi, come entrare in questo mistero? La vita, per sempre vittoriosa sul male, molto spesso sembra presentarsi nelle nostre esistenze e nella vita della Chiesa e del mondo come una pia illusione, come un’utopia semplicistica incapace di risolvere il problema della morte, del male, dell’oscurità che non cessa mai per stringere nella sua morsa ogni germoglio di speranza. La vita sembra per sempre inghiottita dalla morte. E ahimè, mille e un esempio potrebbero testimoniare questo scetticismo: guerre, catastrofi, ingiustizie, persecuzioni, violenze a tutti i livelli e di ogni genere, rifiuto o ignoranza di Dio e Salvezza in Gesù Cristo, tutto questo è costantemente sotto i nostri occhi per scuotere la nostra speranza. Ma è lì e in nessun altro luogo che la vera vittoria di Dio si trova nel suo amato Figlio risorto dai morti. Ed è attraverso la nostra quotidianità, attraverso piccole vittorie spesso ignorate anche dai nostri cari che germoglia e cresce il seme della Risurrezione. Possiamo dunque, in questo tempo pasquale, essere testimoni luminosi di questa verità ultima:
“La morte è stata inghiottita nella Vittoria. Morte dov’è la tua vittoria? (1 Cor 15, 54-55).
E possiamo ascoltare nel profondo di noi stessi e ripetere questo grido trionfante di Maria Maddalena: Sì, “Cristo, mia Speranza, è risorto!”» 2a.
1 Conferenza di Fabrice Hadjadj “La gloria del Risorto” (Ecole cathédrale 2019 ; paroisse de la cathédrale de Sion, Suisse). Youtube.
2 Sequenza del giorno di Pasqua “Victimae pascali laudes”:
“Mors et vita duello conflixere mirando,
Dux Vitae mortuus regnat vivus”.
2bis Sequenza “Victimae pascali laudes”: “Surrexit Christus spes mea! »
