Un riposo che ci ridà le forze.

«Venite a me, troverete riposo…» (Mt 11,28) troverete la pace, la fine dell’inquietudine che vi tormenta. Venite: troverete. Venite: mettetevi in cammino, cercate… Il riposo non è non fare nulla, è il compimento di una ricerca, la meta di un cammino. Possiamo quindi prendersi cura del nostro riposo, prepararlo, desiderarlo. Un riposo che ci ridà le forze.

Al giorno d’oggi la produttività tende a erigersi a legge, o quantomeno a imperativo. Il tempo donato gratuitamente agli altri, il tempo della preghiera, della riflessione senza l’obiettivo di produrre qualcosa di preciso, il tempo del gioco: tutti questi momenti, alcuni li considerano tempo perso. Eppure, io esisto al di là della mia redditività…

I santi del Carmelo sono preziose guide in questo tempo di riposo nel cuore dell’estate: Santa Teresa ci interroga nelle seconde Dimore del Castello Interiore:

«Può esserci un male più grande che vedersi fuori di casa? E come sperare di trovare altrove riposo, quando non lo si trova nella propria casa? Nulla ci è così vicino, così intimo, come le facoltà della nostra anima, poiché ne siamo inseparabili; e queste facoltà ci fanno guerra, come se volessero vendicarsi di quella che i nostri vizi hanno fatto loro. La pace! La pace! Sorelle mie, è la parola uscita dalla bocca del divino Maestro, e che egli ha rivolto tante volte ai suoi apostoli. Ma credetemi, se non l’avete, se non cercate di averla in voi, lavorerete invano per cercarla fuori di voi. »

Infatti, quante volte ci capita di non trovare vero riposo (perché siamo agitate dai nostri difetti non accettati o dal nostro rifiuto di lasciarci trasportare) mentre esternamente avremmo gli elementi favorevoli al riposo? E, al contrario, nel bel mezzo di una giornata strapiena di imprevisti e contrarietà, proviamo una dolcezza interiore che ci riposa e ci rinnova, semplicemente perché siamo flessibili, aperti alla gratitudine.

Questo riposo è raccoglimento, è contemplazione. Tutte le nostre facoltà sono raccolte, serene, pronte al servizio che non stanca ma ridona energia.

Allora possiamo cantare con il salmista:
«Il Signore è il mio pastore: non mi manca nulla. Mi fa riposare in pascoli verdeggianti»
(Sal 22).

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