Primo Viaggio Apostolico di Sua Santità Leone XIV in Turchia e in Libano
26 novembre – 2 dicembre 2025
« Questo particolare viaggio in Turchia e in Libano, come sapete, ha innanzitutto il significato stesso dell’unità, celebrando i 1700 anni del Concilio di Nicea. E attendevo con ansia questo viaggio per ciò che significa per tutti i cristiani. Ma è anche un grande messaggio per il mondo intero, e in modo speciale, con la mia presenza, quella della Chiesa, dei credenti sia in Turchia che in Libano. Speriamo anche di annunciare, trasmettere e proclamare quanto sia importante la pace in tutto il mondo. E di invitare tutti a unirsi per cercare una maggiore unità, una maggiore armonia, e per cercare i modi in cui tutti gli uomini e le donne possano essere veramente fratelli e sorelle. Nonostante le differenze, nonostante le diverse religioni, nonostante le diverse credenze, che siamo tutti fratelli e sorelle, e speriamo di contribuire a promuovere la pace e l’unità in tutto il mondo. »
Queste parole rivolte ai giornalisti da Papa Leone XIV segnarono l’inizio del suo primo viaggio apostolico.
Il motto del viaggio in Turchia: « Un Signore, una fede, un battesimo ». Il suo obiettivo: promuovere la fraternità, il dialogo e l’unità tra i cristiani, in particolare tra Oriente e Occidente.
Il motto del viaggio in Libano: « Beati gli operatori di pace ».
Condividiamo con voi dieci brevi estratti dei suoi discorsi, come perle di saggezza. Possa la loro lettura incoraggiarci in questo periodo di Avvento, mentre ci sforziamo di costruire ponti e lavorare per la pace, ovunque siamo.
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« Quando guardiamo con gli occhi di Dio, scopriamo che Egli ha scelto la via della piccolezza, per discendere in mezzo a noi. Ecco lo stile del Signore, che siamo tutti chiamati a testimoniare: i profeti annunciano la promessa di Dio parlando di un piccolo germoglio che spunterà (cfr Is 11,1), e Gesù elogia i piccoli che confidano in Lui (cfr Mc 10,13-16), affermando che il Regno di Dio non si impone attirando l’attenzione (cfr Lc 17,20-21), ma si sviluppa come il più piccolo di tutti i semi piantanti nel terreno (cfr Mc 4,31). Questa logica della piccolezza è la vera forza della Chiesa. » (1)
« Quanto più siamo riconciliati, tanto più noi cristiani possiamo rendere una testimonianza credibile al Vangelo di Gesù Cristo, che è annuncio di speranza per tutti, messaggio di pace e di fraternità universale che travalica i confini delle nostre comunità e nazioni.
La riconciliazione è oggi un appello che proviene dall’intera umanità afflitta da conflitti e violenze. Il desiderio di piena comunione tra tutti i credenti in Gesù Cristo è sempre accompagnato dalla ricerca di fraternità tra tutti gli esseri umani. » (2)
« I nostri passi si muovono come su un ponte che unisce la terra al Cielo e che il Signore ha steso per noi. Teniamo sempre gli occhi fissi sulle sue sponde, per amare con tutto il cuore Dio e i fratelli, per camminare insieme e per poterci ritrovare, un giorno, tutti, nella casa del Padre. » (3)
« La pace è un dono che viene da Dio e che, innanzitutto, abita il nostro cuore. È come un movimento interiore che si riversa verso l’esterno, abilitandoci a lasciarci guidare da una melodia più grande di noi stessi, quella dell’amore divino. Chi danza avanza leggero, senza calpestare la terra, armonizzando i propri passi con quelli degli altri. Così è la pace: un cammino mosso dallo Spirito, che mette il cuore in ascolto e lo rende più attento e rispettoso verso l’altro. » (4)
« Che cosa ci insegna oggi San Charbel? Qual è l’eredità di quest’uomo che non scrisse nulla, che visse nascosto e taciturno, ma la cui fama si è diffusa nel mondo intero?
Vorrei riassumerla così: lo Spirito Santo lo ha plasmato, perché a chi vive senza Dio insegnasse la preghiera, a chi vive nel rumore insegnasse il silenzio, a chi vive per apparire insegnasse la modestia, a chi cerca le ricchezze insegnasse la povertà. Sono tutti comportamenti contro-corrente, ma proprio per questo ne siamo attratti, come l’acqua fresca e pura per chi cammina in un deserto. » (5)
« Papa Francesco (…) diceva: « La nostra fede è l’ancora in cielo. Noi abbiamo la nostra vita ancorata in cielo. Cosa dobbiamo fare? Aggrapparci alla corda […]. E andiamo avanti perché siamo sicuri che la nostra vita ha come un’ancora nel cielo, su quella riva dove arriveremo ». Se vogliamo costruire pace ancoriamoci al Cielo e, lì saldamente diretti, amiamo senza timore di perdere ciò che passa e doniamo senza misura. » (6)
« Il vero dialogo e la collaborazione hanno radici nell’amore, unica base per la pace, la giustizia e la riconciliazione. Questo dialogo, ispirato dall’amore divino, abbraccia tutte le persone di buona volontà, e respinge pregiudizi, discriminazioni, persecuzioni affermando l’uguale dignità di ogni essere umano. » (7)
« In un mondo di distrazioni e vanità, ogni giorno abbiate un tempo per chiudere gli occhi e per guardare solo Dio. Egli, se a volte sembra essere silenzioso o assente, si rivela a chi lo cerca nel silenzio. (…) “Entusiasmo” significa “avere Dio nell’animo”: quando il Signore abita in noi, la speranza che Lui ci dona diventa feconda per il mondo. Vedete, la speranza è una virtù povera, perché si presenta a mani vuote: sono mani libere per aprire le porte che sembrano chiuse dalla fatica, dal dolore e dalla delusione. » (8)
« Siate costruttori di pace, annunciatori di pace, testimoni di pace!
Il Medio Oriente ha bisogno di atteggiamenti nuovi, per rifiutare la logica della vendetta e della violenza, per superare le divisioni politiche, sociali e religiose, per aprire capitoli nuovi all’insegna della riconciliazione e della pace. La via dell’ostilità reciproca e della distruzione nell’orrore della guerra è stata percorsa troppo a lungo, con i risultati deplorevoli che sono sotto gli occhi di tutti. Occorre cambiare strada, occorre educare il cuore alla pace. » (9)
« Nessuno creda più che la lotta armata porti qualche beneficio. Le armi uccidono, la trattativa, la mediazione e il dialogo edificano. Scegliamo tutti la pace come via, non soltanto come meta! » (10)
Riferimenti:
1. Incontro de preghiera con I Vescovi, i Sacerdoti, i Diaconi, i Consacrati, le Consacrate et gli Operatori Pastorali – Cattedrale dello Spirito Santo (Istanbul), 28 novembre 2025.
2. Incontro Ecumenico di preghiera nei pressi degli scavi archeologici dell’antica Basilica di San Neofito – Iznik, 28 novembre 2025.
3. Santa Messa I Domenica di Avvento, omelia del Santo Padre – « Volkswagen Arena » – Istanbul, 29 novembre 2025.
4. Incontro con le Autorità, i Rappresentanti della Società Civile e il Corpo Diplomatico – Palazzo Presidenziale (Beirut), 30 novembre 2025.
5. Visita e preghiera sulla tomba di San Charbel Makluf – Monastero di San Maroun (Annaya), 1º dicembre 2025.
6. Incontro con i Vescovi, i Sacerdoti, i Consacrati, le Consacrate e gli Operatori Pastorali – Santuario di Nostra Signora del Libano (Harissa), 1º dicembre 2025.
7. Incontro Ecumenico e Interreligioso – Piazza dei Martiri (Beirut), 1º dicembre 2025.
8. Incontro con i giovani – Piazzale antistante il Patriarcato di Antiochia dei Maroniti (Bkerké), 1º dicembre 2025.
9. Santa Messa, omelia del Santo Padre – « Beirut Waterfront » (Beirut), 2 dicembre 2025.
10. Cerimonia di congedo – Aroporto Internazionale Rafiq Hariri (Beirut), 2 dicembre 2025.
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